Ma vacci tu a zappare, vacci tu (ovvero la prevalenza del cretino #2.) Davvero un bel percorso quello di Torino, da capitale industriale a capitale delle scemenze no-global a sfondo regressivo e delle utopie ambientalistiche alla Celentano. L'esaltazione per la grave crisi economica in corso, poi, ha evidentemente dato alla testa a molti, tra cui il guru di Slow Food Carlo Petrini, il quale durante il discorso di inaugurazione di Terra Madre, il "meeting della rete delle comunità del cibo" che si è aperto ieri, non stava evidentemente più nella pelle. "Questa crisi rivaluterà l’economia rurale, l’agricoltura" ha dichiarato "Torneremo a dare importanza alla sapienza dei lavori manuali, attenzione per chi lavora la terra. L’economia di sussistenza salverà il pianeta dalla folle economia di mercato." Intanto, Slow Food macina milioni di euro, e lui, Petrini, li ficca sotto il materasso, sapete, mica va da quelle brutte banche cattive come fanno tutti. E i delegati dai 158 paesi che esprimono le "comunità del cibo" mica li ha fatti arrivare in volo consumando derivati del petrolio (che è il piscio del diavolo) e producendo tonnellate di co2 (che è come dire la fiatata di Satana) - no, li ha fatti venire tutti a dorso d'asino, e la merda lasciata per strada la riutilizza per farci crescere tante mosce, rachitiche carotine biologiche.



