venerdì, 24 ottobre 2008

Ma vacci tu a zappare, vacci tu (ovvero la prevalenza del cretino #2.) Davvero un bel percorso quello di Torino, da capitale industriale a capitale delle scemenze no-global a sfondo regressivo e delle utopie ambientalistiche alla Celentano. L'esaltazione per la grave crisi economica in corso, poi, ha evidentemente dato alla testa a molti, tra cui il guru di Slow Food Carlo Petrini, il quale durante il discorso di inaugurazione di Terra Madre, il "meeting della rete delle comunità del cibo" che si è aperto ieri, non stava evidentemente più nella pelle. "Questa crisi rivaluterà l’economia rurale, l’agricoltura" ha dichiarato "Torneremo a dare importanza alla sapienza dei lavori manuali, attenzione per chi lavora la terra. L’economia di sussistenza salverà il pianeta dalla folle economia di mercato." Intanto, Slow Food macina milioni di euro, e lui, Petrini, li ficca sotto il materasso, sapete, mica va da quelle brutte banche cattive come fanno tutti. E i delegati dai 158 paesi che esprimono le "comunità del cibo" mica li ha fatti arrivare in volo consumando derivati del petrolio (che è il piscio del diavolo) e producendo tonnellate di co2 (che è come dire la fiatata di Satana) - no, li ha fatti venire tutti a dorso d'asino, e la merda lasciata per strada la riutilizza per farci crescere tante mosce, rachitiche carotine biologiche.

 

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giovedì, 16 ottobre 2008
Meno 19 alle elezioni americane (e meno 4 o 5, presumibilmente alla statistica supertaroccata sulle morti in Iraq che "l'autorevole rivista Lancet" è usa pubblicare due settimane prima di ogni elezione legislativa o presidenziale americana). Dopo gli exploit della governatrice Palin su Joe "Six-Pack", grande protagonista del nuovo dibattito tra i candidati è stato Joe The Plumber (Joe l'idraulico). La cosa è buffa, gli idraulici stanno diventando i grandi protagonisti della politica estera: ricordo che ai tempi del NO francese alla costituzione europea del 2005 uno dei grandi "argomenti" antiEuropa era il fantasma dell' Idraulico Polacco che avrebbe tolto il lavoro ai bravi plombiers transalpini. Il faccia a faccia, solita solfa, nessuno dei due sembra emergere in maniera definitiva. Nel complesso, erano più in forma che nell'incontro precedente, Obama ormai quasi presidenziale e McCain un po' più aggressivo e incisivo del solito. A Obama che continuava a cercare di inchiodarlo all'eredità di GWB., ha risposto: "Io non sono il presidente Bush, se voleva concorrere col presidente Bush avrebbe dovuto presentarsi quattro anni fa." Il grande timore dei sostenitori di Obama resta, più che McCain, il cosiddetto effetto Bradley, ovvero la (presunta) tendenza degli interpellati a mentire ai sondaggisti. In questo caso, la paura di risultare politicamente scorretti impedirebbe a molti di dichiarare che non hanno nessuna intenzione di votare per un negro. L'effetto Bradley è valutato dalla università di Stanford in 6 punti percentuali. Se si considera che il margine di errore dei sondaggi e del 2-3%, allora farebbero bene i democratici a preoccuparsi. Di fatto, nessuno sa dire se l'effetto Bradley si manifesterà oppure no. Concludiamo citando il vecchio Winston Churchill, che una volta disse che il miglior argomento contro la democrazia erano cinque minuti di conversazione con l'elettore medio. Questo spezzone radio in cui Howard Stern intervista elettori di Obama ad Harlem chiedendogli se sono d'accordo con le politiche di McCain facendole passare per posizioni del candidato democratico ("lei sostiene Obama per le sue posizioni pro-life o perché ha dichiarato che non bisogna ritirarsi dall'Iraq prima di aver completato il lavoro?" risposta: "perché ha dichiarato che in Iraq etc etc..." Altra domanda: "E la candidatura di Sarah Palin le crea qualche problema?" Risposta: "No no, assolutamente") dimostrano che il vecchio beone imperialista non aveva poi tutti i torti.
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mercoledì, 15 ottobre 2008

Perché tanta gente ce l’ha con Baricco – non per quello che scrive, ma proprio perché è lui, Baricco, magari perché è ricco come Baricco? Non lo sappiamo, ma di certo c’è che il torinese si attira recensioni al curaro come nessun altro. Ultimo esempio, il suo film Lezione 21, presentato lunedì in anteprima al Teatro Argentina alla presenza delle massime autorità del radical chic romano. Luca Mastrantonio, sul Riformista di oggi (articolo non in linea, e che scherziamo!) dopo aver rilevato che uno degli aggettivi più ricorrenti nella prosa baricchiana è pazzesco, definisce fantozzianamente il film una "boiata pazzesca", per poi lasciar partire una stilettata al fegato aggiungendo che “i primi venti secondi del film sono bellissimi” e, dopo averci raccontato per sommi capi una trama principale “precocemente e presuntuosamente autobiografica” (“un professore che fa delle lezioni pazzesche, perché dedica quello che resta della sua paragoliardica vita accademica a demolire capolavori che lui ritiene sopravvalutati: dalla Venere del Botticelli ai 2001 Odissea nello spazio”), termina concedendo che il finale salva il film, perché se non altro finisce. Consiglio di Mastrantonio: non andare a vedere Lezione 21 con la ragazza dei vostri sogni. Perché potrebbe innamorarsi di Baricco? No, perché potrebbe incazzarsi di brutto con te, che ce l’hai portata.

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giovedì, 09 ottobre 2008

Gli scrittori italiani e Facebook: il mondo dove il siamo tutti amici si trasforma nel comprate tutti il mio libro. Ottimo articolo di Gian Paolo Serino su Satisfiction (e sul Giornale). Personalmente, Facebook mi pare un'aia in cui i pavoni spennati della letteratura fanno la ruota informandoci con sollecitudine dei loro stati d'animo, perlopiù umbratili - e pazienza, non c'è niente di male. Il brutto è quando, come Roberto Cotroneo, devono scrivere ogni 5 minuti che siamo diventati un paese imbarbarito, maleducato, illetterato... e poi sbagliano il congiuntivo, lasciano andare quei maledetti "Io penso che è" che sono il marchio vero del pressappochismo e della sciatteria mentale. E poi, se glielo fai notare, se gli scrivi: "prima di pensare a salvare gli italiani impara a salvare l'italiano, buzzurro", loro - i colti, i letterati, i pensosi preoccupati per le sorti della nazione - s'incazzano di brutto e ti tagliano fuori dalla discussione non facendoti più amico.

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