Aggiornamento 15.42: come volevasi dimostrare, il cronometro si ferma QUI. Nel più genuino spirito di amore e di fratellanza i veri credenti gioiscono del flagello che si è abbattuto sugli apostati.
Aggiornamento 15.42: come volevasi dimostrare, il cronometro si ferma QUI. Nel più genuino spirito di amore e di fratellanza i veri credenti gioiscono del flagello che si è abbattuto sugli apostati.
Meglio fuori, anche se piove. Sono stupito, perché per una volta non si può dire che il nostro paese abbia ballato il solito minuetto delle indecisioni e delle equidistanze: sulla cosiddetta conferenza Durban 2 di Ginevra il ministro Frattini era stato il primo a esprimersi denunciando l'approccio unidirirezionale anti-israeliano (e antisemita) del documento inaugurale e dichiarando che se quei contenuti non fossero stati rimossi dal testo l'Italia non avrebbe preso parte alla conferenza organizzata dall'ONU contro il razzismo (un incontro in cui le dittature e le teocrazie più razziste e retrograde del mondo pretenderanno di dare lezione di tolleranza alle democrazie dell'occidente). Il testo non è stato cambiato in modo significativo, dato che "riafferma le conclusioni di Durban 1"; e l'Italia - eccezionalmente smarcata dal Vaticano, presente tra le numerose polemiche - non ci sarà. Staremo fuori insieme agli Stati Uniti, al Canada, alla Germania, all'Olanda, a Israele. Anche la Francia appare destinata lasciare Ginevra in anticipo, visto che Kouchner si è dichiarato pronto ad abbandonare la conferenza se l'ospite d'onore Mahmud Ahmadinejad replicherà il solito show antisemita. Quelli rimasti dentro se la canteranno e se la suoneranno da soli. La canzone, ci possiamo scommettere, sarà la stessa di sempre.

Sfruttando le sue ricerche preliminari alla stesura delleBenevole, Jonathan Littell ha pensato di dedicare questo volumetto alle memorie di Léon Degrelle sulla campagna di Russia, con l'intento di compiere un'analisi testuale basata sulle teorie del sociologo tedesco Klaus Theweleit, che nei suoi libri ha elaborato una sorta di quadro clinico psicologico del tipo fascista. L'applicazione di categorie psicanalitiche a un soggetto storico mi pare fuorviante, e così pure la scelta dell'analisi testuale: quante delle contrapposizioni lessicali che Littell considera rivelatrici della struttura mentale del "fascista" si potrebbero ritrovare identiche in altri testi non fascisti scritti da uomini della sua generazione? Littell, inoltre, è un incredibile presuntuoso**** che crede di far passare per attuali metodi di analisi che risalgono perlomeno a Gaston Bachelard (L'eau et le reves, è del 1942). Alla fine la cosa più interessante sono i brani delle "memorie" di Degrelle, un incredibile miscela di narrativa kitsch stile Terzo Reich, impudenti rimozioni, fantasie, illusioni e vere e proprie balle: in questo senso, un testo davvero rivelatore.
****non stupisce, vista la capacità del personaggio di attirarsi antipatie, che in Francia siano stati pubblicati saggi al preciso scopo di contestare aspetti rilevanti del suo fortunatissimo "Les bienveillantes", come "Les complaisantes" di Edouard Husson e Michel Terestchenko e persino "Les Malveillantes: Enquete sur le cas Jonathan Littell" di Paul-Eric Blanrue
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Gusto dell'orrido: ecco qua una galleria delle peggiori copertine di LP di tutti i tempi. Alcune, come la copertina criptogay di On the happy side (vedi sopra) fanno ridere. Ma di fronte ad altre c'è da mettersi le mani nei capelli.
Per la prima volta nella mia vita ho firmato un appello di scrittori. Credo sia giusto, visto il clima da regolamento di conti e liste di proscrizione che si è stabilito in città intorno al Premio Grinzane. E, credo, per la prima volta La Stampa ha scritto il mio cognome senza quella maledetta J.