
No, non è la RAI. Infatti somiglia alla gloriosa Unità che il giorno successivo allo sbarco sulla Luna riusciva a fare tutta una prima pagina senza che mai venisse menzionato il fatto che sull'Apollo 11 c'erano gli americani. Non informazione, ma propaganda. Fatto sta che ieri sera mi è capitato di vedere il TG2 (non succede spesso che veda i TG, a quell’ora a casa mia vanno soprattutto cartoni animati) e sono rimasto esterrefatto: incuranti del ridicolo, senza arrossire di vergogna, i cosiddetti giornalisti mandavano in onda un paio di generosi servizi in cui Silvio Berlusconi spiegava di non essere un santo, di non curarsi degli attacchi personali, che l’arma del gossip avrebbe finito col ritorcersi contro i suoi avversari eccetera eccetera, senza che mai, neppure indirettamente una delle facce di bronzo della redazione si curasse di raccontare in cosa consistano questi attacchi personali e questo gossip. Non che si pretendessero tutti i dettagli di Repubblica (è pur sempre la prima serata, le associazioni per la tutela dei minori avrebbero protestato), ma qualcosa sì, il telespettatore avrebbe dovuto saperlo, naturalmente se ancora si fosse trattato di informazione e non di propaganda. E invece era propaganda – e della specie peggiore e più subdola: quella che copre con il silenzio. Berlusconi l’anticomunista, l’impavido difensore del paese dallo spettro del totalitarismo rosso, ci ha riportati piano piano, senza scosse, mettendo ad ogni giro di nomine i leccapiedi giusti sulle poltrone giuste, ai bei tempi dell’agenzia TASS, e c'è da chiedersi se da un giorno all'altro non gli spunteranno le sopracciglione del compagno Breznev.



