mercoledì, 14 ottobre 2009
Un filmato di The onion che fa morire dal ridere: Obama non contro gli incendi, ma insieme agli incendi per risolvere i problemi e appianare le divergenze. Esordio del commentatore: Con una mossa coraggiosa, oggi il presidente Obama ha annunciato che cercherà di intavolare negoziati con gli incendi che hanno finora devastato oltre quarantamila acri in California...
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mercoledì, 14 ottobre 2009
Segnalo su Minima & Moralia un intervento di Matteo Galiazzo e Fabrizio Venerandi (anche se non si capisce quali siano le parti di Galiazzo e quelle di Venerandi) a commento di un'intervista in cui Antonio Moresco racconta la sua esperienza di scrittore "underground" e spiega come tenendo duro senza sentirsi uno sfigato ("se nell’underground ci stai dentro come uno sfigato, sei fottuto") alla fine abbia costretto l'industria editoriale a venire a patti con i suoi libri scomodi, eccessivi, difficili eccetera eccetera. In chiusura, dopo una ventina di giovanilistici "cazzo", Moresco ci informa di non aver votato PD (e allora?). L'intervista è interessante e rivelatrice, ma francamente consigliare di leggerla "prima di fare l'amore" - come fa un lettore nei commenti - mi pare un tantino sadico.
postato da: ernestoA alle ore 09:33 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 09 ottobre 2009
Sul premio Nobel alle buone intenzioni di Barack sempre sia lodato Obama, la pensata migliore mi sembra quella di Enzo di 1972.
postato da: ernestoA alle ore 14:52 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 08 ottobre 2009

Non amo parlare di politica sul blog – non me ne è mai fregato niente della politica interna  – e se ultimamente finisco col tornare sempre più spesso sull’argomento un motivo ci sarà pure. Lo spettacolo di ieri sera a Porta a Porta, per esempio, ha fatto rimpiangere l’approvazione della legge Basaglia. Ascoltare il Pres. del Consiglio che in un affondo di 7 minuti senza contraddittorio si abbandonava a battute di quart’ordine (e pure copiate) su Rosy Bindi e delirava, letteralmente delirava quando accusava Napolitano di non avere fatto pressioni sui giudici della Corte Costituzionale (naturalmente "di sinistra") per influenzarne il giudizio – ma vi rendete conto? – ha significato assistere alla fase cruciale del declino politico, psicologico, personale e umano dell’uomo che volle farsi premier e poi signore incontrastato di un paese a costo di farne a pezzi le istituzioni, e si avvia ora a terminare la sua parabola affondando nelle sabbie mobili della sua paranoia, tra improbabili complotti, spettri di sinistra acquattati negli angoli della sua immaginazione e minacciose promesse di rivalsa. E tutto questo perché? Perché una sentenza lo riportava nei ranghi dei comuni mortali e a qualche processo destinato probabilmente alla prescrizione. Ma il problema di Berlusconi non sono ora i processi, i giudici, la sinistra, Repubblica o i poteri forti. Anche per Berlusconi ormai, come per tutto il resto del paese, il problema è diventato Berlusconi stesso.

postato da: ernestoA alle ore 10:07 | Permalink | commenti (22)
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